

Il 1 gennaio 2012 è entrata pienamente in vigore la legge regionale n. 19 del 29/6/2009 "Testo unico sulla tutela delle aree naturali e della biodiversità" le cui disposizioni contenute nel Titolo II e nel Titolo VI, capo III, introducono importanti novità in materia di classificazione e gestione delle aree protette regionali, provinciali e locali.
Questa normativa ha abrogato le leggi della Regione Piemonte istitutive dell'"Ente di gestione del Parco regionale La Mandria e dei parchi e delle riserve naturali delle Valli di Lanzo", dell'"Ente di gestione dei parchi e delle riserve naturali del Canavese" e del "Parco naturale di Stupinigi" e ha istituito un nuovo soggetto gestore denominato "Ente di gestione delle aree protette dell'Area metropolitana di Torino", al quale sono affidati in gestione il Parco naturale La Mandria, il Parco naturale di Stupinigi, la Riserva naturale della Madonna della Neve sul Monte Lera, la Riserva naturale della Vauda e la Riserva naturale del Ponte del Diavolo. Il nuovo Ente Parco ha sede legale presso il Parco La Mandria ed "eredita" il personale dipendente e i vincoli contrattuali in essere dei precedenti enti gestori.
La Zona di Salvaguardia della Stura di Lanzo non è più classificata come area protetta, ma rimane un tassello della rete ecologica europea denominata Natura 2000 in quanto Sito di Importanza Comunitaria; viene individuata inoltre l"area contigua della Stura di Lanzo", con la finalità di garantire un'adeguata tutela ambientale ai confini del Parco La Mandria.
Non è più classificata area protetta neppure l'Area Attrezzata della Collina di Rivoli, individuata dalla nuova normativa come "Zona naturale di salvaguardia della Collina di Rivoli", in quanto caratterizzata da particolari elementi di interesse naturalistico-territoriale da tutelare.
Nel territorio dei Comuni di Candiolo, Nichelino e Orbassano, il Parco naturale di Stupinigi rappresenta un'importante area naturale della cintura di Torino. Il Parco comprende le zone boscate ed agricole circostanti, che costituiscono il supporto ambientale dell'insediamento principale, al quale sono connesse funzionalmente ed economicamente. L'area protetta è costituita da zone coltivate alternate a frazioni di bosco, che costituiscono, nell'insieme, un vasto frammento di bosco planiziale, sono inoltre presenti alcune specie botaniche rare in alcuni casi di origine relittuale. Il bosco costituisce un rifugio ed un ambiente di vita per molte specie faunistiche rappresentate tra le altre, in quest'area da lepri, scoiattoli rossi, moscardini, volpi e donnole. Nel parco si trovano sia specie nidificanti che di passo, tra queste ultime la cicogna bianca, il prispolone, lo spioncello.
Punto di interesse storico del Parco è La Palazzina di Stupinigi eretta come residenza venatoria per ordine di Vittorio Amedeo II di Savoia. E' una delle migliori opere architettoniche di Filippo Juvarra. Il complesso fino negli ultimi decenni del 700, è articolato in una serie di fabbricati distribuiti con simmetria in modo da formare un'esedra maggiore, una minore, una fauce e un cortile d'onore esagonale. Qui si erge la palazzina a pianta ovoidale, alta tre piani, ornata da una balaustra con pinnacoli. Al centro del tetto, vi è una cupola in rame e bronzo sulla quale svetta la statua di un cervo, attribuita a Francesco Ladatte.
Nel Comune di Lanzo Torinese si trova la Riserva Naturale del Ponte del Diavolo, istituita per la tutela di circa 30 ettari di ambiente naturale alpestre, nel quale si osservano interessanti fenomeni geologici e architetture storiche di un certo rilievo. L'area prende nome dal Ponte medievale costruito dalla comunità nel 1377. Nella zona sopra al ponte, oltre la cappella di S. Rocco, si trovano le cosiddette Marmitte dei Giganti; si tratta di particolari formazioni geologiche, dall'aspetto di pentole, o di marmitte appunto, originate dall'azione erosiva dell'acqua e dei ciottoli di fiume e formatisi durante l'era quaternaria, quando la Stura ha scavato la gola tra i due monti. Le scoscese pareti di roccia, apparentemente inospitali, offrono un habitat ideale per molte specie di fiori e cespugli tipici dell'ambiente alpino, come la potentilla, la campanula e la buddlea. Notevole è anche la presenza di fauna, nelle acque e nelle boscaglie, controllata a volo dall'imponente airone cenerino.
Sulle falde del monte omonimo è stata istituita la Riserva Naturale Madonna della Neve sul Monte Lera, 16 ettari di ambiente montano relativamente dolce dove prospera la Euphorbia gibelliana, una specie endemica del Piemonte, che cresce ad altitudini elevate, nelle radure dei boschi radi di tiglio, betulla e roverella. La fauna è alpina, con diversi roditori oltre a: lepre comune, donnola, puzzola, tasso e volpe. A protezione della flora e della fauna, l'area è generalmente chiusa al pubblico, tranne che durante la festa della Madonna della Neve, il 5 agosto.
Nel canavese la Riserva Naturale della Vauda è caratterizzata da un'ampia zona pianeggiante punteggiata di stagni e laghetti, con numerose bassure e ristagni di rii di drenaggio, che ricordano nell'insieme la Baraggia vercellese. Notevole interesse naturalistico rivestono le zone umide e a brughiera (relitti di brughiera pedemontana) caratterizzate da una vegetazione di tipo steppico a base di eriche e graminacee con l'associazione di numerose specie botaniche non rare, ma non eccessivamente diffuse. Anche l'aspetto archeologico riveste notevole interesse, pur essendo stati fatti fino ad ora, soltanto sporadici sondaggi che hanno comunque fatto rilevare la presenza di reperti longobardi.
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